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Archinomics Monthly - Novembre 2022

2 months ago

MERCATI

Azioni

Le azioni globali hanno registrato una forte crescita (indice MSCI World +6,8%), sostenute dalle speranze di rialzi meno aggressivi dei tassi da parte delle banche centrali, nonché dai segnali di allentamento della politica cinese di azzeramento dei contagi. Si tratta del primo ciclo mensile di rialzi consecutivi delle azioni globali, dalla metà del 2021. L’indice S&P 500 si è apprezzato del 5,4%, mentre l’indice EuroStoxx 50 ha guadagnato il 9,6%. Hanno brillato soprattutto i mercati emergenti (indice MSCI EM +14,6%), favoriti dal calo del dollaro USA. I titoli cinesi, in particolare, sono lievitati (MSCI China Index +28,9%), sostenuti dalle attese riaperture e dalle misure di sostegno alle imprese immobiliari in difficoltà.

Obbligazioni

Anche le obbligazioni globali hanno guadagnato terreno: i segnali di possibile picco dell’inflazione hanno infatti alimentato la convinzione che le banche centrali potrebbero iniziare a rallentare il ritmo di innalzamento dei tassi di interesse. Il Treasury USA a 10 anni ha reso il 3,7%, con rendimenti in calo di circa 30 punti base (pb) rispetto a novembre. Il Bund decennale tedesco è salito dell’1,4% mentre i rendimenti sono ridiscesi sotto il 2,0%, arretrando di circa 20 punti base rispetto ai livelli di fine ottobre. I rendimenti delle obbligazioni dei mercati emergenti sono stati ancora più vigorosi, grazie al calo del biglietto verde che riduce l’onere del debito dei paesi che si indebitano in dollari.

Valute

Il dollaro USA ha ceduto terreno per le crescenti aspettative di un rallentamento del ciclo di rialzi dei tassi della Fed, nella riunione di dicembre. L’euro e la sterlina britannica si sono apprezzati rispettivamente del 5,3% e del 5,1% sul dollaro. L’apprezzamento dello yen giapponese è stato ancora maggiore (+7,7%) perché la Bank of Japan ha ventilato la possibilità di un cambio di politica teso a mantenere i rendimenti obbligazionari entro una forbice contenuta.

Materie prime

Le quotazioni del petrolio sono scese: il Brent che ha chiuso il mese in ribasso del 9,9%, a 85,4 dollari al barile, a causa del peggioramento delle prospettive dell’economia globale. Malgrado la contrazione generalizzata, a fine mese il petrolio ha segnato una ripresa grazie alle speranze di un aumento della domanda cinese, laddove allentasse le sue rigide restrizioni sul Covid-19. Anche i prezzi del grano hanno subito una flessione, poiché la Russia ha esteso il suo accordo per consentire la spedizione sicura di grano ucraino. In generale i metalli si sono apprezzati: l’oro ha guadagnato l’8,3% per chiudere a 1.784,5 dollari l’oncia troy. 

Market Volatility

Volatilità di mercato

La volatilità ha continuato a diminuire e l’indice Vix ha ceduto il 20,5% rispetto al mese di novembre per chiudere a 20,6. Un livello inferiore a 20 è comunemente interpretato come indice di stabilità del mercato.

Investimenti responsabili

Il vertice sul clima COP27, tenutosi in Egitto, ha deciso di istituire un fondo “perdite e danni” per consentire ai paesi vulnerabili i risarcimenti dovuti per i danni causati dal cambiamento climatico. Bisogna ancora definire i dettagli chiave come, per esempio, chi esattamente pagherà il conto e quali paesi saranno definiti vulnerabili. Tuttavia, il vertice non è riuscito a raggiungere un accordo per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, mettendo ulteriormente a rischio l’obiettivo di contenimento del riscaldamento a 1,5° C concordato al vertice di Parigi.

IN
BREVE

La Cina potrebbe allentare la sua rigida politica zero-contagi, dopo un mese di proteste diffuse e un rallentamento marcato dell’attività economica. Nonostante i livelli record di infezione, di recente l’approccio sembra mutato: aumenta l’enfasi sulla vaccinazione degli anziani, si allentano le restrizioni per i contatti stretti e l’isolamento domiciliare prevale sulla quarantena centralizzata.


A novembre, le prime stime sull’andamento annuale dei prezzi negli Stati Uniti e nell’Eurozona segnano una flessione rispetto a ottobre e risultano inferiori alle previsioni, facendo sperare che l’inflazione possa aver iniziato a scendere. L’aumento dei prezzi alla produzione frena, al pari delle quotazioni petrolifere.


A novembre la Federal Reserve (Fed) statunitense ha innalzato i tassi di interesse di 75 punti base, il quarto rialzo consecutivo di tale entità. Dagli ultimi rapporti emerge tuttavia che la maggioranza dei banchieri centrali è ora favorevole a rallentare il ritmo dei futuri aumenti dei tassi. 


What?

IN PRIMO
PIANO

Il comitato per la fissazione dei tassi della Federal Reserve statunitense si riunisce per l’ultima volta nel 2022, a metà dicembre. In un discorso tenuto a fine novembre, il presidente della Fed Jay Powell ha lasciato intendere che la Fed si sta preparando a rallentare il ritmo dei rialzi dei tassi, che a dicembre dovrebbero salire di 50 punti base. 


Solo a ottobre il presidente cinese Xi Jinping aveva ribadito il suo impegno per un’economia “zero Covid”. Visti i livelli record di contagi giornalieri, la crescita economica in forte rallentamento e i manifestanti che invocano le sue dimissioni, ora il presidente deve trovare un modo per riaprire l’economia cinese senza tuttavia sovraccaricare i servizi sanitari. Sarà un difficile gioco di equilibri. 


L’UE continuerà a cercare di convenire un tetto massimo comune al prezzo del greggio russo. Nel quadro di un accordo più ampio con i paesi del G7, i servizi di assicurazione e di spedizione necessari per il trasporto del greggio russo saranno vietati laddove il prezzo non verrà fissato a un livello pari o inferiore al tetto massimo.

 

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